Vieste, in breve
Vieste (Vìst' in dialetto viestano) è un comune italiano di 13 238 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Rinomata stazione balneare del parco nazionale del Gargano, dal 2023 è riconosciuta bandiera blu.
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I numerosi siti archeologici e i reperti ritrovati in diverse aree nei pressi dell'abitato attestano il popolamento del territorio di Vieste sin dal Paleolitico. Sicuramente questo fu dovuto al clima mite, alle diverse sorgenti di acqua potabile, al terreno fecondo con abbondanza di frutta, alla varietà di selvaggina sia stanziale che migratoria e alla ricchezza di pesci nelle diverse insenature lungo la costa. Le zone che risultano esser state maggiormente frequentate dall'uomo preistorico sono Vallecoppe, Campi, Costella, Puntalunga, Macchione, Passo dell'Arciprete e Sfinalicchio. Il territorio viestano, ricco di selce, permise all'uomo nella Preistoria la realizzazione di manufatti litici utilizzati come strumenti per il lavoro, la caccia o la difesa.
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Vieste fu sede vescovile tra il 993 e il 1817. Tra le costruzioni principali, come in altre città pugliesi, si ricordano innanzitutto la basilica cattedrale romanica e il castello; entrambi gli edifici oggetto delle cure di Federico II di Svevia, in seguito ai danneggiamenti scaturiti dai disordini relativi alla crociata di papa Gregorio IX contro l'imperatore. La Concattedrale sorge in una delle zone più alte di Vieste, circondata da edifici poco meno alti. Il suo impianto tipico del romanico pugliese si ritrova in armonia con il campanile della chiesa, non particolarmente slanciato e progettato in stile barocco dopo un crollo nel 1772. La chiesa, basilica a tre navate, reca tracce di continui adattamenti sovrapposti nel corso dei secoli.
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Musei Museo Archeologico Museo Malacologico Vieste viene ricordata nel romanzo Il piatto piange di Piero Chiara, insieme a Rodi Garganico, come tappa dell'improbabile raid, come lo definisce l'autore, da Luino a Roma, di un vogatore del lago Maggiore che innamoratosi di Edda Mussolini coinvolge un amico nella speranza che la circumnavigazione dell'Italia in barca a remi possa concludersi alla presenza della figlia del Duce. Vieste è anche citata ne L'avventura di un povero cristiano di Ignazio Silone dove si racconta della fuga a Vieste di papa Celestino V. Vieste è stata sede di riprese cinematografiche e televisive tra cui la serie Due assi per un turbo (1984/1987) coprodotta dalla Rai. Il generale dei briganti (2012), diretta da Paolo Poeti.
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Tra i più caratteristici prodotti culinari si ricordano le melanzane ripiene, la zuppa di pesce detta ciambòtt' , i k'lustr' (dolci natalizi fritti e ricoperti di miele e mandorle), i calzungìdd' (dolci ripieni di pasta di ceci e cacao), i castaggnedd (biscotti con mandorle e cacao), i mustazzùl' (biscotti con vino cotto e chiodi di garofano), i taràdd' 'ngeleppèt' (biscotti con glassa di zucchero), la marmellata di ceci, le pettole, i troccoli, i pomodori secchi sott'olio, le orecchiette alle cime di rapa e i taralli al finocchio e al vino bianco. Alcuni formaggi tradizionali locali sono prodotti con latte di bovini di podolica (caciocavallo podolico) e capra garganica (cacioricotta caprino).
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Le attività economiche viestane per tradizione, quali la pesca e l'agricoltura, continuano a produrre una certa quantità di reddito per la popolazione. Tuttavia, queste si sono mostrate insufficienti nel corso del XX secolo, tanto che nei diversi decenni di quel periodo, a Vieste, il fenomeno dell'emigrazione raggiunse dimensioni consistenti. Le principali zone di destinazione, oltre a quelle estere, furono il Nord Italia e Roma. A partire dagli anni sessanta, il comune iniziò a scoprire però una sua vocazione turistica che bloccò il trend demografico al ribasso. Attualmente i principali flussi turistici provengono dalle altre regioni d'Italia, oltre che da vari paesi esteri, e in particolar modo da Germania, Austria e Svizzera;
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È il comune più orientale del promontorio del Gargano e della provincia di Foggia. La particolare dislocazione urbanistica di Vieste è legata alla natura carsica del promontorio garganico, caratterizzato da strati rocciosi spesso erosi dall'azione marina. Il nucleo dell'abitato sorge infatti su una piccola penisola rocciosa, dalla forma più o meno simmetrica, caratteristica per le sue tre baie separate da due punte: Punta di San Francesco, rivolta verso est, ripida, rialzata e aspramente rocciosa: è qui che si ritrova il centro medievale, dato che questa parte della penisola offriva i migliori requisiti di sicurezza.
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