Roseto Valfortore, in breve
Roseto Valfortore (fino al 1862 chiamato Roseto) è un comune italiano di 974 abitanti della provincia di Foggia in Puglia.
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In epoca preromana l'alta valle del Fortore e i monti della Daunia erano interamente controllati dai Sanniti e dagli Irpini, i quali vi fondarono l'oppidum Vescellium. A decorrere dal I secolo d.C. è testimoniata la presenza dei romani nel territorio rosetano. Il nome "Rosito" compare per la prima volta nel 752: la località è menzionata nel documento con il quale il duca longobardo Liutprando decreta la libertà per la schiava Cunda e il figlio Liupergo. Nel 1122 Roseto, dopo essere appartenuta alla contea di Ariano, passa a Guglielmo il Guiscardo, duca di Puglia, in seguito a un riuscito assalto. Nel 1294 Bartolomeo I di Capua s'insedia nel feudo di Roseto al posto del D'Assimal, che l'aveva ricevuto da Carlo d'Angiò dopo la presa di Lucera del 1269.
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Nel grande bosco Vetruscelli e nelle altre aree boschive si rinviene il tartufo nero e si producono il miele d'acacia e il miele tartufato. Storicamente notevoli erano anche l'attività molitoria (il più antico mulino ad acqua risale al 1338) e il settore dell'estrazione e della lavorazione della pietra naturale, che veniva anche esportata: la facciata quattrocentesca della basilica cattedrale di Ariano Irpino è costituita interamente di pietra arenaria di Roseto. Il paese è associato al club "I borghi più belli d'Italia".
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Roseto Valfortore sorge fra i monti della Daunia, su di un'altura collinare a 658 m s.l.m. in posizione dominante l'alta valle del fiume Fortore. Il territorio comunale, interamente montano (il monte Saraceno raggiunge i 1145 m s.l.m. e diverse altre vette superano quota 1 000), è piuttosto ampio e si spinge a sud fino all'alta valle del Miscano, sul versante tirrenico, ove nel Medioevo era situato il borgo fortificato di Vetrisciello con due monasteri e la chiesa di San Quirico. Tale antico borgo, soggetto alla diocesi di Ariano, risultava distrutto già alla metà del Quattrocento, ma da esso ha preso nome il bosco Vetruscelli, il più grande complesso boschivo naturale afferente al sito di importanza comunitaria Monte Cornacchia - Bosco di Faeto.
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