Deliceto, in breve
Deliceto (IPA: [deliˈʧeto], Delicìte in dialetto dauno-irpino) è un comune italiano di 3 404 abitanti della provincia di Foggia in Puglia.
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Molto probabilmente il primissimo embrione dell'abitato di Deliceto è stato il rione detto Pesco, costituito di grotte scavate nel frontone dello sperone Elceto che si affaccia sulla via che scorre sotto il castello in zona "molo" (nel dialetto delicetano 'piscone', pronunciato con la "c" osco-irpina, significa appunto pietra, roccia). Sulla base delle conoscenze storiche odierne, non è comunque possibile datare con certezza l'origine di Deliceto.
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Ubicata nel cuore del centro storico, la chiesa viene da antichissimo tempo considerata "Madre" perché nata prima delle altre. Il suo nucleo originale, difatti, risale al VII-VIII secolo, tempo in cui si stabilirono in Deliceto i Longobardi che vi impiantarono una loro corte con una chiesa dedicata a San Salvatore. Il documento più antico che la menziona appartiene ad Arechi II (duca di Benevento dal 758 al 778), che la donò all'abbazia beneventana di Santa Sofia. Quel tempio, di presumibile stile romanico, fu nel corso dei secoli più volte rimaneggiato, finché non venne abbattuto del tutto nel 1744 per cedere il posto all'attuale. A causa delle continue interruzioni dei lavori, la nuova chiesa fu completata solo nell'anno 1800.
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Oggi l'economia del paese è incentrata principalmente su un'agricoltura intensiva e moderna, con la coltivazione di cereali (specialmente grano duro), pomodori, ortaggi e la produzione di olio di oliva, uva da tavola e vini. Sono inoltre presenti piccole e medie aziende per l'allevamento di ovini e bovini il cui latte rende possibile la produzione di mozzarelle e caciocavallo.
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Il comune si trova nei monti Dauni meridionali (territorio a mezza costa tra il Tavoliere delle Puglie e l'Appennino campano), a 575 m s.l.m. Il territorio montuoso di Deliceto, comprendente le alture di San Quirico (728 metri s.l.m.), Celezza (757 metri s.l.m.), Salecchia (930 metri s.l.m.) e Macchione (846 metri s.l.m.), è disposto a ferro di cavallo e declina verso nord-est portando le fiumare (compresi il Gavitello e il Fontana che attraversano l'abitato) a scorrere in quella direzione. Più in generale il territorio si estende a grandi linee lungo il bacino idrogeografico della fiumara Carapellotto ed è caratterizzato da ricchi boschi di querce, da macchia mediterranea, da oliveti e vigneti. Non mancano frassini, noccioli e peri selvatici.
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