San Severo, in breve
San Severo ([sanseˈvɛːro], Sanzëvírë in dialetto locale) è un comune italiano di 48 648 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Importante centro di antiche tradizioni mercantili e agricole e sede vescovile, è essenzialmente dedito al terziario. Il comune, al centro di un reticolo viario nel Tavoliere settentrionale, ha un'ampia estensione territoriale.
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Secondo la leggenda rinascimentale, la città fu fondata dall'eroe greco Diomede col nome di Castrum Drionis (Casteldrione), e sarebbe rimasta pagana fino al 536, quando san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto, avrebbe imposto all'abitato il nome di un fantomatico governatore Severo, da lui convertito al Cristianesimo. San Severo sorge nell'antica Daunia e nel suo agro sono state rinvenute tracce di vari insediamenti neolitici. In età altomedievale l'area non risulta interessata da abitati stabili e definibili.
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Risalente all'XI secolo, è monumento nazionale oltre che l'edificio di culto più antico della città, di cui è chiesa matrice, arcipretale, nonché tempio civico. Fu attorno a questa chiesa, posta sul probabile itinerario della cosiddetta “Via Sacra Langobardorum” (una diramazione della Via Francigena) che, per il continuo afflusso di pellegrini, si creò il nucleo originario della città, al tempo noto come Castellum Sancti Severini. La chiesa subì notevoli ampliamenti a partire dal 1200, mentre gli altari e le opere pittoriche risalgono al periodo compreso tra il XVI secolo e il XVII secolo. Fu gravemente danneggiata dal violentissimo terremoto del 1627.
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Biblioteca comunale "Alessandro Minuziano": la storica istituzione cittadina, in origine denominata Ferdinandea e poi intitolata al celebre umanista e stampatore sanseverese, consta di un patrimonio librario di circa centomila volumi, un fondo antico, con quindici edizioni minuzianee, oltre a rari incunaboli e numerose cinquecentine, secentine e settecentine e una emeroteca. Ha sede di rappresentanza nell'ex edificio scolastico "G. Pascoli". Biblioteca padre Benedetto Nardella dei Frati cappuccini di Foggia: ospitata nel secentesco convento di Santa Maria di Costantinopoli, è intitolata a padre Benedetto Nardella da San Marco in Lamis, direttore spirituale di Padre Pio. Il suo patrimonio è di oltre trentamila volumi a cui si aggiunge il fondo antico.
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Il comune fa parte della lista regionale delle città d'arte ad economia prevalentemente turistica. San Severo è produttrice di vino, grano, uva e olive. Le grandi risorse agricole hanno generato un sistema di piccole e medie imprese industriali e di trasformazione dei prodotti coltivati, esportati sui mercati nazionali e transnazionali. Il vino sanseverese è stato il primo, in Puglia, ad ottenere la denominazione di origine controllata (1968): San Severo. La tradizione agricola cittadina è testimoniata, tra l'altro, dalla denominazione del metodo di coltivazione degli olivi maggiormente diffuso in Capitanata. Si tratta, infatti, del vaso sanseverese, ottenuto potando le chiome degli alberi come coni rovesciati, con sviluppo orizzontale invece che in altezza.
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La città sorge nel settore nord del Tavoliere delle Puglie a una altitudine di 86 m s.l.m.. Confina con Apricena a nord, Rignano Garganico a est, Foggia e Lucera a sud, Torremaggiore e San Paolo di Civitate a ovest. San Severo è il trentatreesimo comune italiano per estensione territoriale e il nono della Puglia. Il territorio è prevalentemente pianeggiante e, geologicamente, appartiene al Quaternario antico essendo caratterizzato da sabbia e argilla fossilifere, di origine marina. Da un punto di vista altimetrico, risulta essere decrescente da ovest (163 m s.l.m.) a est (23 m s.l.m.).
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