Castelluccio Valmaggiore, in breve
Castelluccio Valmaggiore è un comune italiano di 1 174 abitanti della provincia di Foggia in Puglia.
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Alla metà del XII secolo era feudo di Guaimondo de Montellari a cui succedette l'omonimo figlio i quali dovevano fornire 2 cavalieri alla corona e 4 cum augmento. Dal 1440 Castelluccio venne annessa alla baronia della Val Maggiore, che comprendeva anche Celle di San Vito e Faeto. La baronia appartenne, nel corso dei secoli, a diversi casati, fra i quali spiccano i Carafa e i Caracciolo, fino agli inizi dell'Ottocento quando, abolito il feudalesimo, il comune riacquistò l'autonomia. Fino al 1890 il clero di Castelluccio Valmaggiore aveva il diritto di gestire la chiesetta di San Vito situata in territorio di Faeto lungo il tratturello Camporeale-Foggia, un itinerario della transumanza che ripercorre l'antica via Traiana e la medievale via Francigena.
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Anticamente, l'abitato aveva forma di triangolo isoscele ed era chiuso da una cinta muraria costituita da abitazioni fortificate. Alla base del triangolo si aprivano le due porte, dette del Pozzo (a occidente) e del Piscero (a oriente). Al vertice del triangolo, più vulnerabile, fu edificato il castello bizantino, del quale resta solo la torre. Questa è alta complessivamente 20 metri consta di un fondamento pieno a forma poligonale e un cilindro alto 16 metri e di 6,20 metri di diametro. L'intera costruzione è stata realizzata in pietra locale legata con litocolla, ossia malta fatta con solo idrato di calce, senza sabbia. Lo spessore dei muri circolari è di 2,50 metri. Dei tre piani originari della torre, ne sopravvivono solo due, altri rispettivamente 14 e 4 metri.
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In virtù della rilevanza storico-geografica Castelluccio Valmaggiore aderisce all'Associazione Europea delle Vie Francigene. Il Museo della Valle del Celone, sorto nel 2011, si articola in tre sezioni: archeologica, naturalistica e didattica. Nel suo territorio comunale è ambientato il film di Marco Modugno Briganti, amore e libertà, girato nel 1993.
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L'abitato domina l'ampia valle concava in cui scorre il Celone, che nasce dalla fonte Aquilone (presso monte San Vito) a quota 1.000 m s.l.m.. Man mano che il ruscello discende a valle tra i monti della Daunia riceve le acque dei torrenti Foce, Feudo e Freddo e altri ruscelli quali affluenti, per portare infine dopo circa 70 km le sue acque nel Candelaro. Confina con i comuni di Biccari, Celle di San Vito, Orsara di Puglia e Troia.
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